vendredi

Fando & Lis de Fernando Arrabal. Madrid. Culebras







Director: Quique Culebras
Intérpretes:




Jorge-Yaman Serrano,




Laura Barba,




Carmen Flores,




Pau de Nut,




Juan Molano




Autor: Fernando Arrabal




MADRID Teatro "Bellas Artes"








a partir del 11 de mayo de 2011.









FANDO Y LIS





















Fando y Lis viajan a Tar. Fando lleva a Lis paralítica. En el carrito, mal atadas, todas sus cosas: un tambor, mantas, trastos inútiles... No están perdidos. Están agotados.


"....el nuevo "Romeo y Julieta", la historia de amor màs significativa y reveladora de nuestro tiempo...": Clives Barnes -The New York Times-.

jeudi

...Arrabal... Francesco Forlani... Patafisica...




Nazione Indiana
abbonati a Murene!



Ubu-Reportage per un secolo di Patafisica



Per la rivista diretta da Riccardo De Gennaro ho chiesto al mio maestro Fernando Arrabal di scriverci una nota su questi cento anni di patafisica visti da dentro (fuori, sopra e sotto). La traduzione è mia e il fotodossier a cura di Mauro Guglielminotti. Abbonatevi a Reportage, vale! effeffe [Francesco Forlani]

Portrait di Mauro Guglielminotti Hommagedi






Fernando Arrabal






traduzione di Francesco Forlani






numero 6, aprile-giugno 2011



Del College Pataphysique temo mi sia ignoto l’essenziale. Come di quasi tutto. Oppure, di non poter dire altro se non quello che ho sentito dire o letto.Credo sia ‘Il’ centro delle ricerche sapienti. (Una vera manna per me!). Ma soprattutto inutili. (Meglio ancora!). Ovvero, miste a confusione. Un panico dovrebbe sentirsi tanto a proprio agio quanto un surrealista in forte imbarazzo. Il College, naturalmente, non ha mai praticato dei veti, proibizioni o espulsioni. Ovviamente, visto che offre soltanto delle soluzioni immaginarie. Si possono quindi studiare soltanto le leggi che governano le eccezioni. “Les très riches heures du C ’P” (Fayard, 2000) del Serenissimo pennifero Thieri Foulc mi farà da guida.
Mi sembra esemplare il fatto che Foulc possa essere “il serenissimo”, come la più alta autorità veneziana e al tempo stesso, “pennifero”. Inoltre, egli porta il titolo di “Rappresentante ipostatico di Sua Magnificenza”. Poiché la sua rappresentazione ipostatica (elevata al rango dello Spirito Santo), è associata a quella del coccodrillo. D’altra parte io sono, senza alcun merito, TS. Satrapo trascendente. Trascendente? Cosa c’è di meglio? E satrapo, il che equivale a tiranno? Ad ogni modo una sorta di sbirro dell’imperatore persiano. Il cielo e la merda. Titolo che avevo già dato a due dei miei spettacoli.Credo che il C ‘P de Paris sia organo centrale e marginale. (Ma forse rischio di commettere uno sbaglio grossolano). Federatore e anarchico? Il Collegio dispone, con mia somma gioia, di 116 Commissioni, Sottocommissioni e Intercommissioni. Gli Istituti si moltiplicano dappertutto nel mondo. Consolidano il loro lavoro Australe. Il Corpo dei Provveditori del C ‘P si rallegra dell’esistenza di centinaia di Istituti nell’universo. E della costante creazione di nuovi. Sembra che il Collegio stia preparando un numero della sua rivista “Viridis Candela/Il corrispondente” interamente dedicato ai lavori di questi Istituti internazionali della scienza. Ognuno di essi sarà presente. Con i lavori e i progetti più trascendentalmente titanici. “Parigi” si è impegnata a tradurre perfino dal Volapük tutte queste presentazioni, si dice.Purtroppo, il Collegio è difficilmente osservabile dall’esterno. Se non attraverso il periscopio della sua rivista interna. Penso che l’universo esista solo come aggiunta di elementi singolari. In questo contesto, noi altri, satrapi trascendenti, non esercitiamo per statuto alcuna funzione. Che norme edificanti! E non giochiamo alcun ruolo, né positivo, né negativo. In più non siamo soggetti a regole. Noi agiamo patafisicamente grazie alla nostra semplice presenza. Vedi in nostra assenza. “Come catalizzatori di catarsi”. Sia fatta la volontà di Pan!Ho notato che il Corpo dei Satrapi si avvale in maggioranza di amanti degli scacchi. Quasi tutti lo sono o lo furono: Marcel Duchamp, Max Ernst, Boris Vian, Jacques Prévert, Raymond Queneau, Henri Jeanson, Topor, Michel Leiris, René Clair, Jean Dubuffet, Man Ray, Enrico Baj, Eugene Ionesco, Barry Flanagan, Umberto Eco e Jean Baudrillard. Eppure penso che non siano stati cooptati per questo motivo. Il che aggiunge un’altra rara eccezione. Li si è eletti pensando così di accogliere soltanto dei creatori tra “i più originali e sediziosi dei tempi moderni”, per usare l’espressione di Jean-Louis Bory?Per una qualche splendida ragione, ovvero accecante, in Patafisica tutto possiede tanto senso quanto le sue possibili letture, e quindi i lettori. Il che permette a Thieri Foulc di riconoscere un’altra particolarità:– Il Collegio sorvola su quanto degli spiriti meno liberi considererebbero come un pesante handicap: il premio Nobel che pesa sullo stimato Dario Fo.Costui fu infatti accompagnato nella sua ascesa trascendentale (o discesa satrapica) da Jean Baudrillard e Umberto Eco. La cerimonia si è svolta a casa mia. Il Collegio aveva per l’occasione cambiato la disposizione del mio appartamento. Il 20 aprile 2001. Che fortuna per me! Si sono comportati con una modestia trascendente. Ad un’attrice molto giovane il satrapo trascendente & Premio Nobel si è presentato così:– Sono Dario Fo, attore.Ho tentato di decifrare per l’intera serata il quadro realista che, di fatto, mi aveva appena regalato: tre coppie nude in piedi, nell’atto di: Copulare? Pregare? Ballare? Topor è stato cooptato, quel giorno, a titolo postumo. Pochi giorni dopo, il suo quadro “Crocefissione di Braccio di Ferro” (che avevo prestato per una mostra a Chartres) è stato trafitto dal pugnale di un fanatico.Mi sembra che ci siano seguaci che la Patafisica ignora in quanto tali. Parallelamente, altri che la Patafisica non riconosce come tali? Heidegger? Gilles Deleuze? Quest’ultimo ha dichiarato che “questa scienza è l’avanzata delle scuole filosofiche non dogmatiche di oggi”.Non credo che la ‘P non abbia senso. O che sia ermetica. Noi stessi, la quasi dozzina di satrapi ancora in vita, ne diamo uno alle nostre opere. Oppure facciamo in modo che ne acquisiscano uno. Preferibilmente confuso come l’esistenza. Per fare quel che il Dottor Irénée-Louis Sandomir indica come il “buon rimbalzo”.La Patafisica io l’accolgo come un eterno presente. Come un dono perpetuo. Come il pane (e il circo) quotidiano. Pecco forse di ottimismo. È forse irremovibile nel cambiamento senza fine? Poco prima di morire il satrapo trascendente Ionesco ha riconosciuto:– Sono ricoperto di premi e onorificenze; dall’Accademia di Francia a quella di Boston. Ma il titolo che conta di più per me è quello di Satrapo: il College sovrasta tutte le accademie, presenti, passate o future.Un patafisico sarebbe allora qualcuno che non si ignori rispetto a coloro che si ignorano?







Altri articoli su questo argomento:



LUCIANO BIANCIARDI di Franco Buffoni “Farò squillare come ottoni gli aoristi, zampognare come fagotti gli imperfetti”, scrive Luciano Bianciardi in uno dei...



En amitié fidèle En amitié fidèle Serata per Roland Barthes lunedì 15 marzo 2010 h. 20.30 partecipano: Alberto Arbasino Umberto Eco in occasione...



Anteprima Sud #14: Arrabal su Beckett [nell'ambito della collabora- zione della rivista Sud con l'Atelier du Roman, pubblico una mia traduzione di un testo di Fernando...



Per Milan Kundera di Fernando Arrabal Quanto a lungo la calunnia si ergerà, incancellabile? Quanto a lungo le carogne infangheranno delle loro ignominie...



Dario Fo: il dito nell’occhio della censura Fra le varie nefandezze di cui Dario Fo deve sentirsi responsabile, non ultima è quella di aver fatto cadere in...



Pique-nique en campagne d'Arrabal, Norvége



PIQUE NIQUE EN CAMPAGNE



de Fernando ARRABAL -






Norvège



SACD Agence NORDISKA.




Théâtre: CBM Friteater
Traducteur: Pål Løkkeberg
Metteur en scène: Linn Waage
Théâtre Magnor Glassverk



juillet à septembre 2011

"REGRESSION" Film de Joan Francesc Charansonnet interpretación pànica del actor patafisico F. Arrabal
































TRAILER OFICIAL de "REGRESSION"
Film de Joan Francesc Charansonnet








Actor patafisisco & intérprete pànico: Fernando Arrabal en persona.








TRAILER OFICIAL en youtube.








http://www.youtube.com/watch?v=lwmhBY_pOck (TRAILER OFICIAL)








http://www.youtube.com/watch?v=1cO8jWcyc_U (MENSAJE del CANCILLER)








... "otro momento asombroso de Arrabal en la TVE"... Usun Yoon ... Wiyoming... .

















































...la "entrevista màs surrealista entre Usun Yoon y Fernando Arrabal"...
27 vidéos







***








...no hay descripción posible para este video, hay que verlo!!...







***














...Fernando Arrabal es un genio, un Dios entre mortales. Con todas las consecuencias: Incomprendido, excéntrico. ¡Grande Arrabal!














***







...estos vidéos circulan por internet. Gaudeamus igitur! ...
http://www.youtube.com/watch?v=m7ptr4q38Mw














***



Si las entrevistas de Usun ya son surrealistas per se, imaginaros con Fernando Arrabal. No se puede calificar, así que miradla.
Publicado por ScottHall Si las entrevistas de Usun ya son surrealistas per se, imaginaros con Fernando Arrabal. No se puede calificar, así que miradla.
Publicado por ScottHall GENTE ZAFRA

**








....acabo de pasar un rato estupendo y de reírme yo solo a mandíbula batiente mirando el ordenaodr mientras veía su entrevista con Usun Yoon. Como dice su jefe, encontró la horma de su zapato. Ella siempre trata de descolocar y marear a los entrevistados y en este caso la que se vio descolocada fue ella. Sé que le da rubor verse, pero es algo fantástico, la entrevista está diseccionada y con los comentarios de ella y su jefe intercalados...

http://www.youtube.com/watch?v=m7ptr4q38Mw




**

Ferran Monegal : Extravagancia colosal
... Wyoming y Usun Yoon ...Otro momento disfrutable de esa pandilla de gamberros ocurrió cuando mandaron a Usun a entrevistar a Fernando Arrabal. Fue un encuentro de una extravagancia colosal. Si ya de por sí Fernando Arrabal es una criatura dislocada y surrealista, ponerle al lado a la china de Utrera -que es surcoreana, pero así la llaman en El intermedio- fue la sublimación de la pataphysique, o sea, que si Alfred Jarry estuviera todavía entre nosotros habría apoyado decididamente la escena. Le decía Arrabal, sorprendido: «Está usted un poco loca. Está usted transtornada. Esto que le han mandado hacer es un crimen. No se lo merece. Muérdale las nalgas a su jefe, ese indio, ¿como dijo que se llama? ¿Wyoming? ¡Pues muerda al indio, hágale sangre!». Y acabó Arrabal abrazado tiernamente a ella, mientras la despedía diciendo: «Señorita, que duerma usted bien». ¡Ah! Desde los tiempos de Tonino, en aquel sensacional Caiga quien caiga de 1996, no habia visto yo una escena televisiva de un absurdo tan intenso. Dándole a la palabra absurdo, naturalmente, la dimensión que le daban Ionesco y Genet.









...etc

mardi

Portugal homenageia Fernando ARRABAL. Figueira da Foz


















Figueir da Foz homenageia Arrabal


O Centro de Artes e Espectáculos da Figueira da Foz preparou um programa de eventos, dedicados a Fernando Arrabal. Nascido em 1932 em Espanha, notabilizou-se como dramaturgo, guionista, cineasta, escritor e poeta. Vive em França desde meados da década de 50.

Publicou mais de cem peças, catorze novelas, várias centenas de livros de poesia e sete longas-metragens. Fundou em 1963 o Grupo Pãnico (do deus Pã) e com André Breton esteve no movimento surrealista. TRASCENDENTE SATRAPA DEL COLEGIO DE PATAFISICA

Provocador, artista intimorato, Arrabal é considerado mundialmente como um dos mais notáveis e prolíficos criadores do século XX. A sua obra tem sido admirada por várias gerações e em muitos países como uma interrogação profunda à condição humana.

PROGRAMA:

Dia 23 de Abril
17h00 – Inauguração de uma exposição alusiva à obra do artista na Sala Afonso Cruz do CAE. Patente até dia 1 de Maio.18h00 – Palestra sobre a obra de Fernando Arrabal por Juan Carlos Valera e Miguel de Carvalho seguido de debate com o artista no CAE.

Dia 24 de Abril
21h30 – Sessão de poesia e teatro com textos de Fernando Arrabal no CAE. Coordenação: Deolindo Pessoa; Actores do CITEC e da BONIFRATES: Paula Pena, Paula Santos, Joana Macias, Carlos Cunha, Cândida Ferreira, Francisco Paz.

Dia 25 de Abril
17h30 – Peça de Teatro “A Coisa”, pela Companhia Mãos no Bolso Alheio, no Auditório Municipal da Figueira da Foz21h30 – Exibição do filme “Viva la Muerte”, com debate na presença do realizador no CAE.





Etc..






Ao longo da semana vai ser exibida filmografia do artista.






Fernando Arrabal, o autor espanhol vivo mais encenado a nível mundial.
“Fernando Arrabal é um ícone da cultura do século XX, como poeta, dramaturgo e cineasta, mas sobretudo como ‘performer’. É um provocador nato”, disse à agência Lusa o vereador com o pelouro da Cultura, António Tavares.
Considerou que, aos 78 anos, o fundador do Teatro Pânico – movimento ... mistura de cruel e absurdo, que foi buscar o nome a Pã, o deus da mitologia grega que vagueava pelas florestas a tocar flauta e provocava terrores aos caminhantes noturnos – “é senhor de uma mensagem perfeitamente atual”.
“Mais do que nunca, no mundo de hoje, a forma de ele se afirmar faz todo o sentido. Pode ser que a loucura de artistas como Fernando Arrabal traga novos caminhos à cultura europeia ou que ilumine caminhos marginais porque os oficiais andam um bocado entupidos”, frisou o autarca.
Nascido em agosto de 1932, Fernando Arrabal comemora 80 anos em 2012 mas a autarquia da Figueira da Foz entendeu realizar este ano a homenagem ao artista espanhol, antecipando “as imensas solicitações que vai ter” no 80.º aniversário “e que poderiam inviabilizar a sua vinda”, explicou António Tavares.
O autor espanhol, que aprendeu a ler e escrever em Ciudad Rodrigo (Salamanca), cidade geminada com a Figueira da Foz, venceu, aos 10 anos de idade um prémio nacional para sobredotados e publicou, ao longo da sua carreira artística, cerca de 700 livros de poesia, mais de cem peças teatrais e realizou sete longas metragens.

...la Bourse... miracle...temple... F.Arrabal...















...autre arrabalesque : "La Bourse est un temple qui célébre le miracle de faire de l'argent, de l'argent; et des démunis, plus de démunis." [Fernando Arrabal, 1998]

...otro arrabalesco: "La Bolsa es un templo que celebra el milagro de hacer del dinero, dinero; y de indigentes, màs indigentes" [F.A: 1998]










***






Juanjo Gabiña (pcc: Jordi Soler):












La necesidad de clausurar las bolsas de valores para salvar la economía real
"...hace poco más de un año, los diferentes gobiernos de los países desarrollados decidieron socorrer a los bancos que se encontraban técnicamente quebrados por culpa de su propia y ciega avaricia. Los excesos de apalancamiento y de especulación les habían puesto al borde de la quiebra. Sin embargo, impunemente y sin justificación alguna, los diferentes gobiernos optaron por rescatarlos gratuitamente y a costa del dinero del contribuyente.
La Organización para la Cooperación y el Desarrollo Económico, OCDE, estima que se movilizaron 8,5 billones de euros para el rescate de los bancos. ¡Esta suma es impresionante y equivale a 1.250 euros por cada persona que habitamos este planeta! Además, lo prestado es un dinero que nunca se nos devolverá por culpa de una política que funciona, desde hace tiempo y en nombre de la democracia, al servicio de las clases dominantes oligárquicas de cada país.
Por otra parte, las finanzas no son meramente un asunto de los banqueros. Son también un gran negocio para los accionistas que, con la complicidad de los gobiernos, se han instalado en el gran casino en que se ha convertido la bolsa para especular y sacar provecho de ello. Lo malo que tiene este negocio bursátil es que, en el tingladillo que se han montado unos cuantos ludópatas avariciosos que lo controlan, sólo ganan los especuladores de los bancos ya que cuando ellos pierden hay que ayudarles con dinero público y cuando ganan, dicen adiós muy buenas y se quedan con todas las ganancias.
Por ello, si no queremos seguir siendo los tontos del bote por más tiempo, ni deseamos que se dilapide nuestro futuro, hemos de prohibir la bolsa de valores cuanto antes. Si se eliminara las bolsas financieras ganaríamos todos los ciudadanos que no somos avaros y somos mayoría y, además, nos sería de una ayuda enorme para poder salir de esta crisis menos golpeados, cuando no quebrados.
Las bolsas ya no aportan liquidez al mercado tal como algunos cínicos o algunos ingenuos defienden. En realidad, las bolsas sustraen dinero a la economía real, en especial, el de muchas y muchas empresas que juegan en la bolsa para mejorar la cotización de las acciones de sus propias empresas.
Es decir, las empresas se ven obligadas a recomprar sus propias acciones para aumentar las ganancias por acción. Todo sea para mejorar el valor para el accionista aunque para ello haya que dejar también de invertir en proyectos de futuro. Así pues, hoy en día, no es la bolsa la que financia a las empresas sino todo lo contrario. Son las empresas las que financian la bolsa.
La bolsa como institución financiera ha dejado de ser una herramienta útil y se ha convertido en una institución al servicio de la especulación y enemiga frontal de la economía real. La bolsa de valores funciona exactamente como lo hace un casino y tras el paraguas de los inoperantes mecanismos de control se sitúan sus verdaderos amos cuyo único fin es el lucro.
Por ello, no es exagerado afirmar que, actualmente, si desapareciera la bolsa no pasaría nada. Ocurriría más bien lo contrario ya que la economía experimentaría un gran alivio de cargas.
Hemos de tener en cuenta que las operaciones de recompra de acciones por parte de las empresas han conocido un notable crecimiento en la cuota que representan en la economía, pasando de ser el 3,2% del PIB de 1982 al 8,7% del PIB de 2007.
Todo esa billonaria cantidad de dinero de la economía real que se nos escapa hacia la economía especulativa es una grave pérdida para la financiación de las inversiones de futuro que tanto necesitamos para salir cuanto antes de la crisis actual.
Además, el cierre de las bolsas debería hacerse cuanto antes, ya que el cáncer usurero de la bolsa ha llegado hasta las empresas y ha contaminado a muchas de ellas. Los accionistas de las empresas ya no invierten en desarrollar proyectos de sus empresas sino en especular en bolsa.
Clausurar las bolsas no sólo tendría la virtud de deshacernos de un quiste maligno sino que nos permitiría recuperar principios y valores que ya hemos perdido y que son esenciales para garantizar el progreso de la humanidad. Entre ellos que el dinero es fruto del trabajo y no de un golpe de fortuna que se obtiene jugando en la bolsa o en el casino.
De este modo, con el cierre de las bolsas, la inversión volverá a dirigirse hacia la economía real. El trabajo bien hecho y el esfuerzo son valores que empezarían a premiarse. De igual modo, la distribución de la riqueza sería más justa y equitativa, al valorizarse de nuevo el factor trabajo, y el mundo, en su conjunto, podría progresar de manera natural hacia una economía sostenible porque se lo exigiría el propio agotamiento del modelo socioeconómico actual..."